Facebook è un social network che funziona sui numeri. Il numero degli amici, il numero dei like, il numero delle condivisioni, il numero dei messaggi ricevuti.

Questa particolarità crea una specie di dipendenza negli utenti, ed è alla base del successo del social.

Cat Spector

Dopo un po’ cerchiamo di alzare quei numeri. Ne vogliamo sempre di più. Lo stesso colore rosso delle notifiche è diventato una specie di richiamo profondo, oppure un rituale: non possiamo non guardarle.

Non possiamo non contare.

Siamo attratti irresistibilmente dai feedback che ci riguardano.

 

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La dipendenza da Facebook è una delle più vecchie legate a un social network.

I numeri cambiano il comportamento degli utenti, incoraggiandone la competizione (io ho più like di te), la manipolazione emotiva (cancellare i post quando non ottengono abbastanza like), la reazione (i like ai post più recenti e non a quelli più vecchi) e l’adeguamento (metto like perché lo mettono gli altri).

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Il meccanismo basato sui numeri di Facebook spinge gli utenti a voler aumentare quelle cifre.

L’aggiunta di un amico ha un simbolo preciso, +1, questo ci spinge a vedere quest’azione come una cosa positiva, e ci incoraggia a estendere le nostre connessioni.
Stessa cosa per i like. Ci logghiamo, vediamo i like degli altri, mettiamo un like anche noi.

Contribuendo così ad innescare i like di altri ancora. Un generatore di like infinito.

Ma come possiamo lasciarci tutti questi numeri alle spalle?

Senza i numeri c’è un senso di vuoto intorno. Non si sa cosa fare. I numeri sono l’essenza stessa di Facebook. Come si può smettere di contare?

In realtà i numeri sono alla base di molti social: Instagram funziona sui numeri, Twitter, e perfino Ello, il social anticonformista. Tutti ti dicono come prima cosa quante persone segui, quanti ti seguono e quante cose hai postato (foto, tweet, status).

Se togli i numeri il gioco è finito. Quei numeri sono confortanti. Perché eliminarli?

Come tutte le dipendenze, per uscire dal circolo vizioso che la dipendenza da internet crea è necessario rinforzare le proprie strutture interne (in questo caso spesso riguardano l’autostima) e sostituire alle vecchie strategie che creano la dipendenza, delle nuove più funzionali.

È importante, ad esempio, regolare il tempo che si passa su internet, limitarne l’uso e confinarlo in momenti precisi della giornata, oppure dedicarsi ad esso solo dopo aver svolto compiti necessari.

Utile è cominciare a impegnarsi in attività alternative che possano fornire delle soluzioni sane alle sensazioni di noia e solitudine (attività sportive o hobbies di vario genere). Si deve imparare ad usare i social network e non a “farsi usare” da loro.

Possiamo usarli per coltivare i nostri interessi, riallacciare i contatti con alcune persone delle quali si pensava aver perso completamente le tracce.

 

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